La Dark Metal ti disprezza!

Mi presento: Il mio nome è Dark Metal - Imperial Stout, e sono figlia della Dea Madre, come tutte le mie sorelle del Birrificio Indipendente Elav.

La fantasia della Dea è imperscrutabile, le sue figlie in egual misura sono sintesi e analisi degli spiriti che animano l’universo. Io sono quella che odia tutti. E levati quel sorrisetto dal grugno, odio anche te. Ti odio quando mi togli dal gelo della mia cantina polverosa, ti detesto quando mi decapiti con quell’arnese diabolico, ti maledico quando versi le mie interiora schiumanti nel tuo bicchiere pulito.

Ma ciò che più non sopporto è la faccia che fai quando mi avvicini al tuo naso peloso. Aborro la tua soddisfazione, aborro il tuo fare il figo e consigliarmi al pub ai tuoi amici.

Ma la Dea Madre ha deciso così, e il nostro destino è scritto: dare soddisfazione, non solo dissetare. Dare proprio soddisfazione, quella vera.

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Questo è insopportabile. Quindi, umano, facciamo un patto.
Ti sto per fare delle confidenze, affinché tu possa non dico comprendere, ma almeno intuire il modo migliore per approcciarti a me.

Per predisporre il tuo animo ad accogliermi come io comando. Innanzitutto abbassati quei risvoltini da sfigato. Ma seriamente ti piacciono? Corri a comprare la maglietta di Transilvanian Hunger dei Darktrhrone. Se non la trovi poco male, prendi il tuo chiodo (perchè tu ce l’hai un chiodo, vero?) e bianchetto alla mano ricalcala sulla schiena. Non ti preoccupare, ne conosco a migliaia che ce l’hanno fatta, e non erano più intelligenti di te.

Procurati un walkman e una cassetta qualsiasi dei Mayhem o dei Marduk, fai il pieno alla tua auto e verso le 23 parti. Do il meglio di me in Scandinavia, ma per non renderti la vita troppo impossibile mi accontento di un qualsiasi bosco a un’altitudine non inferiore ai 2000 metri sopra la superficie del mare.

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Parcheggia, spegni il telefono, lascialo in macchina, e avviati nel sentiero. Dopo circa un'ora di buon passo sarai esattamente in mezzo al nulla. A quel punto un bel respirone - ti si devono gelare i polmoni -, inforca le cuffiette sgangherate e schiaccia play. Io sono lì.

Negli spartiti tutti in minore, io sono lì. Tra il riffing disperatamente gelido del metallo dei fiordi norvegesi, tra le tempeste senza pietà dei blast beats io ti scruto. Dalla rabbia ancestrale delle urla acide scorro nelle tue viscere, nera come la notte, fredda come una lama, calda come la brace. Sono la voce degli inferi. L’imponente, agghiacciante e maestoso grido del black metal.

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Tags: Chiacchiere di Birra